La Natura
Scoiattolo L'enorme patrimonio boschivo dell'Altopiano di Asiago 7 Comuni nasconde un ulteriore tesoro costituito da una flora e da una fauna tipiche delle alpi. Un territorio da salvaguardare, da rispettare; un grande libro aperto da sfogliare con riguardo senza sciuparne le pagine preziose.
I nostri ospiti sapranno sicuramente essere discreti e silenziosi nell'incontro con un camoscio o con uno scoiattolo; sapranno rinunciare alla tentazione di fronte ad una stella alpina.
Chi sale quassù potrà godersi liberamente le meravigliose passeggiate su chilometri di sentieri che si snodano tra prati e boschi; il giallo tarassaco e la bianca pernice saranno cornice ideale che trasformerà la vostra vacanza in un quadro indimenticabile.
La natura e la libertà dell'Altopiano vi attendono, ricordandovi che dietro ad un vecchio larice potrebbe esserci uno gnomo che vi spia !

FLORA
Stella alpina
Il paesaggio dell'Altopiano, ben visibile da qualsiasi altura anche modesta, è assai ricco e vario.
Vasta è la gamma dei colori che si può osservare: diverse gradazioni del verde, più chiaro nei pascoli e nelle praterie, più carico e talvolta cupo nei boschi, e poi il grigio delle rocce, che diventa bianco laddove la neve perdura fino all'estate. In base al tipo di ambiente troviamo diverse specie vegetali.
I fiori caratteristici che, dalla primavera all'autunno, si avvicendano nei prati sono: il Crocco e la Genzianella primaverile, la Stellina Gialla e la Stellina Azzurra, il Narciso dei poeti, la Primula, l'Elleboro, il Botton d'oro, il Colchico.
Nei boschi misti troviamo parecchi alberi: il Faggio, il Maggiociondolo, il Pino Silvestre, il Larice, il Ciliegio Selvatico. Con questi convivono piante cespugliose ed arbustive, Ginepro, Nocciolo, Prugnolo Selvatico, Erica e fiori di pregio e protetti come il Giglio Martagone, la Genziana Gialla, il Ciclamino, il Mughetto, il Garofano Selvatico. Nelle abetaie, che differiscono dai boschi misti per la "monotonia" della vegetazione ad alto fusto (solo Abete Bianco e Abete Rosso), ci sono poche piante cespugliose ed arbustive, ma abbonda la vegetazione del sottobosco.
Ed ecco comparire le Felci, i Muschi, i Licheni. Vi si trovano anche i Mirtilli, nero e rosso, il Giglio di Maggio, l'Acetosella, le Pirole, e persino alcune orchidee.
Le abetaie si spingono fino in alto, laddove biancheggiano le rocce dolomitiche, nel regno del Pino Mugo, dell'Ontano Verde, del Ginepro nano, dei Rododendri, della Stella Alpina, della Driade. Numerose sono poi le varietà di funghi ai quali dedichiamo un capitolo a parte.

FAUNA
Gallo Cedrone
Prati, pascoli, boschi misti, abetaie e faggete sono popolati da animali delle più diverse specie. Sui fiori delle praterie volano miriadi di insetti: Lepidotteri, Bombi Impollinatori, Cerambici, Buprestidi e Crisomele; tra le ombrellifere, le leguminose e le gigliacee nidificano l'Allodola, il Prispolone, lo Stiaccino e la Ballerina Bianca.
Qui trovano pastura la Lepre comune e il Capriolo e vivono le Arvicole e la Talpa. I boschi misti altopianesi sono ricchi di fauna. Troviamo anzitutto diverse varietà di invertebrati tra cui il Cervo volante, il Maggiolino fasciato, il Bombice della quercia, ecc. ....
Tra i vertebrati abbastanza numerosi sono gli uccelli: le Cince, la Capinera, il Ciuffolotto, solo per nominare i più conosciuti. Ancora, nei boschi misti, vivono mammiferi come la Volpe, il Ghiro, lo Scoiattolo e il Tasso, e alcuni rettili come il Colubrio di Esculapio, l'Aspide e la Coronella austriaca. Le abetaie rappresentano l'ambiente ideale per Regoli, Rampichini, Fringuelli, Picchi e Crociere. E' l'ambiente quieto ed ombroso del Gallo Cedrone. Più in alto vive una fauna pregiata: la Pernice Bianca, abitatrice dei culmini ventosi, il Gallo Forcello, il Rondone Alpino, il Sordone, il Gracchio, l'Aquila Reale, il Corvo imperiale e l'Ermellino.
Negli ultimi anni, la Comunità Montana ha dato avvio ad un programma di ripopolamento dei boschi dell'Altopiano.
Qualche tempo fa sono stati liberati tra le foreste Camosci (ve ne sono circa duecento ormai) e Marmotte (più di un centinaio di esemplari ora presenti). Pochi mesi fa c'è stato il lancio di otto Cervi.

I FUNGHI
REGOLE PER LA RACCOLTA
La regolamentazione per la raccolta dei funghi in altopiano si basa sulle disposizioni regionali in materia di competenza della Comunità Montana dei Sette Comuni. L'Ente ha predisposto un "Vademecum" che indica: i tipi di autorizzazioni necessarie e obbligatorie per tutti, il costo delle stesse e le modalità per ottenerle, nonchè i giorni in cui la raccolta è consentita. Per informazioni e per il rilascio delle autorizzazioni rivolgersi alla Comunità Montana tel. 0424/63700 - 462502.
Il "Vademecum" riporta anche gli articoli di legge che regolamentano la raccolta dei funghi. In linea generale si ricordi che:
  • La raccolta giornaliera pro-capite di funghi commestibili è limitata a kg. 2 complessivi, ridotti ad 1 kg. per alcune specie in base alle dimensioni.
  • E' consentita la raccolta di due esemplari per specie di funghi non commestibili (velenosi, troppo maturi) purchè destinati a scopi didattici.
  • E' vietato usare rastrelli, uncini. I funghi vanno staccati il più basso possibile, se necessario anche togliendo un po' di terra che sta attorno.
  • La ricerca è vietata di notte, da un'ora dopo il tramonto ad un'ora prima dell'Alba.
  • E' vietata la distruzione volontaria di qualsiasi specie di fungo.
  • E' fatto obbligo di pulire sommariamente i funghi sul posto e di riporli in cestini aerati e non in sacchetti di plastica.

Piante dell'Altopiano
L'Ortica amante dei siti ruderali, è un potente antianemico, ricca di ferro e di clorofilla. Ottima anche a tavola nel "Kraut", in risotto, minestre, pasticci e frittate.
La Rosa Canina, che invade i prati-pascoli abbandonati, mostra in autunno le bacche scarlatte che permangono sulla pianta sino in primavera, rappresenta un valido nutrimento per la nostra fauna selvatica, durante la cattiva stagione, ma anche per l'uomo. Contiene molta vitamina C, in grado di combattere validamente le infezioni e le malattie del benessere.
La Betulla, definita giustamente l'albero antinefritico d'Europa, serve nei disturbi renali e della vescica, così pure nelle dermatosi. La linfa che si raccoglie a primavera, contiene molti minerali, quali: calcio, fosforo, magnesio, ma anche zuccheri, in grado con la loro fermentazione di fornirci un tipico spumantino.
Il Ginepro è un arbusto pioniere dei pascoli degradati. I suoi frutti (coccole) servono ad aromatizzare grappe, carni, crauti, e formaggi. In fitoterapia si impiegano nei disturbi al rene, contro reumatismi e diabete.
Il Biancospino risulta utile nelle affezioni al cuore; fiori e frutti si adoperano in infuso o tintura contro l'ipertensione, le tachicardie, l'insonnia e le oppressioni al petto.
Il Pino Silvestre e il Pino Mugo sono conifere dalle spiccate proprietà balsamiche ed antisettiche, in grado di darci una mano nella stagione fredda, quando veniamo colpiti da malattie dell'apparato respiratorio. Con i giovani strobili (pignette) di pino mugo e zucchero possiamo preparare un ottimo sciroppo, assai efficace nelle tossi, catarri, e bronchiti.



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